Intervista a Irene De Luca

Dicembre 10, 2019
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Dicembre 10, 2019 PhotoFoyer
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INTERVISTA A IRENE DE LUCA
di Maria Chiara Antonini

Prima intervista in assoluto per questo nuovo blog di Photofoyer, dedicato al mondo dell’interior decoration, a tutto il meglio del design che ruota attorno alla casa, a fotografi e stylist. Quindi chi intervistare se non Irene de Luca, la fondatrice storica di Photofoyer? Eccovi quindi le nostre 5 domande pensate per lei.

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Come e quando hai cominciato la tua avventura con Photofoyer?

Dopo aver lavorato per 20 anni con alcune delle più grandi agenzie di fotografia in Italia, nel 2006 ho deciso di aprire la mia agenzia con un focus preciso: l’architettura e il mondo dell’interior. Ho iniziato da sola, dopo 2 mesi ho assunto la mia prima dipendente e dopo 2 anni eravamo già in 3. Ma soprattutto, l’agenzia già rappresentava 50 fotografi internazionali. I miei primi clienti erano principalmente riviste italiane, ora posso dire con orgoglio che l’80% sono giornali stranieri. Photofoyer oggi non si rivolge solo al mondo editoriale, ma lavora anche con aziende e vanta la più ampia collezione a livello internazionale di immagini di interior e architettura con diritti per tutti gli utilizzi pubblicitari.

In un mondo sempre più popolato da immagini, come deve essere organizzata oggi un'agenzia di fotografia?

Per sopravvivere oggi, in un mercato sempre più agguerrito e competitivo, bisogna differenziarsi puntando al mercato di fascia medio-alta, che assicura qualità e continuità. Chi lavora in un’agenzia di fotografia deve avere una visione internazionale, sapere cosa succede nel mondo ed avere quella giusta dose di curiosità per tutto ciò che sviluppa cultura. Fondamentale è anche mantenere un continua collaborazione con i fotografi. La qualità paga, ma deve essere anche coltivata.

Come deve essere oggi una casa per poter essere pubblicata?

I gusti sono molto cambiati negli ultimi anni. Una volta le case erano più semplici e si puntava molto sullo stile di vita di chi le abitava. Oggi invece c’è il boom del design e il gusto è diventato più internazionale. Le case che si pubblicano o sono quelle di persone che lavorano nel mondo del design, dell’arte e del collezionismo, o sono immagini di case belle da vedere che offrono spunti per arredare la propria. Diverso è il discorso delle riviste di architettura, che puntano molto sui materiali, sul risparmio energetico e su un modo di vivere più ecologico.

Lavori circondata da foto di case meravigliose: come hai arredato la tua?

La mia casa di Milano è in un palazzo anni ’60, ha colori chiari, pareti bianche, lampade di design, libreria e arredi di de Padova. Ovunque, piante, ricordi dei miei tanti viaggi e piccoli pezzi che collezioni acquistandoli nei mercatini d’antiquariato.

La casa più strana che hai venduto con Photofoyer?

Una cabina di legno progettata dallo studio Snøhetta in Norvegia in mezzo ai ghiacci, una sorta di rifugio per esploratori estremi. Per costruirla i materiali erano stati trasportati da elicotteri con voli rocamboleschi e motoslitte. Era un servizio del fotografo James Silverman, il più venduto in assoluto!

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Studio Snøhetta in Norvegia

photo by James Silverman
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