Intervista a Cristina Gimenez

Gennaio 9, 2020
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Gennaio 9, 2020 PhotoFoyer
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Intervista a Cristina Gimenez
di Maria Chiara Antonini

Se vi piace trascorrere il vostro tempo libero girando per mostre ed eventi culturali, è probabile che abbiate incontrato Cristina Gimenez. Forse in Germania o in Spagna dove vive, o in occasione di qualche mostra dei suoi amici artisti da qualche parte nel mondo. Ma oltre ad essere curatrice d’arte, Cristina lavora anche come stylist, e molti dei suoi progetti sono stati pubblicati dalle migliori riviste internazionali di architettura e interni. Ecco cosa ci ha raccontato del suo lavoro.

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Cristina Gimenez photo by Antonio Sanz

Cosa hai fatto prima di lavorare come stylist?

Ho un background come curatrice d’arte, con una laurea in Belle Arti presso l’Universidad Polítecnica di Valencia: producevo e organizzavo mostre ed eventi nel mondo dell’arte contemporanea. Per sei anni sono stata direttore della galleria Ivorypress di Madrid, una delle più grandi istituzioni d’arte private che lavorano con artisti tra cui Ai Weiwei, Claes Oldenburg, Olafur Eliasson e Zaha Had.

Come concilii il tuo amore per l'arte e il tuo lavoro di stylist?

Nel corso degli anni ho avuto il privilegio di visitare fantastici musei e gallerie d’arte, oltre che meravigliose case di artisti, commercianti d’arte e collezionisti. Questa opportunità ha affinato il mio gusto e mi ha insegnato a trovare il giusto equilibrio tra arte, arredi, design e architettura. Per me ciò che è importante è creare una relazione tra gli oggetti, stabilendo un dialogo tra di loro. Non importa tanto l’aspetto estetico, quanto piuttosto la giusta collocazione.

Ogni casa è diversa: come organizzi il tuo lavoro quando devi fotografare degli interni?

Quando entro in un set i miei occhi sono come scanner che si guardano intorno. La mia mente inizia a ridistribuire mentalmente i mobili, ma devo aspettare prima di muovere gli oggetti: anche se mi sono già fatta un’idea di come ricollocarli, è il fotografo che deve prima posizionare la sua macchina fotografica. Una volta fatto, guardiamo insieme attraverso le lenti e decidiamo dove mettere ogni oggetto per riempire lo spazio e per assicurarci che non si sovrappongano.

Quando non lavori, dove vivi?

Ho case in tre paesi diversi: Inghilterra, Spagna e Germania. Mio marito è tedesco, io sono spagnola e abbiamo un posto neutrale che è la città di Londra. Ognuno di questi luoghi offre attrattive molto diverse in tutti i sensi: dall’architettura all’ambiente, allo stile di vita.

L'aspetto più difficile e quello più piacevole del tuo lavoro di stylist?

Il lato più difficile è quando lavoro in luoghi remoti: quasi sempre sono case di vacanza in posti meravigliosi ma fuori stagione. Il che significa che non c’è nessuno per chilometri e quelli sono giorni di lavoro impegnativi. Un aspetto piacevole invece è vedere la piena fiducia dei proprietari delle case, che spesso non conosciamo di persona, nei nostri confronti. Permettono a me e al fotografo di entrare nelle loro case, e ci lasciano tutto il tempo necessario per trovare la luce più giusta e per rifare lo styling dei vari ambienti.

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